20 ottobre 2026 · 8 min di lettura
Ovodonazione in Repubblica Ceca e Polonia: leggi, anonimato e quello che nessuno ti dice
Chi può fare l'ovodonazione, come funziona l'anonimato delle donatrici, che diritti ha il figlio e perché le regole dei due paesi cambiano tutto il tuo percorso.
L'ovodonazione è il percorso di molte donne che arrivano a noi dopo anni di tentativi: le uova di un'altra donna, fecondate con lo sperma del partner, danno una probabilità di gravidanza tra le più alte di tutta la medicina riproduttiva. Ma prima di partire conviene capire bene le regole, perché in Repubblica Ceca e in Polonia sono diverse tra loro e diverse dall'Italia.
Repubblica Ceca: cosa dice la legge
In Cechia la donazione di gameti è volontaria, gratuita per la donatrice e completamente anonima: per legge non è possibile né per la donatrice né per i futuri genitori identificarsi. L'accesso al trattamento è previsto per coppie eterosessuali, sposate o non sposate; le donne single e le coppie omosessuali femminili non sono ammesse dalla legislazione ceca. La legge fissa anche un limite di età: il transfer di embrioni non può essere effettuato a una donna che abbia compiuto 49 anni (48 anni e 364 giorni). Infine, una regola che rassicura molte persone: la madre del figlio è la donna che lo dà alla luce, e per il padre vale il consenso dato al trattamento.
Polonia: cosa dice la legge
Dal 2015 la Polonia ha una legge dedicata alla fecondazione assistita: la donazione di gameti è non commerciale e anonima, e la donatrice non può sapere chi riceverà le sue uova. Anche in Polonia il trattamento è riservato a coppie (sposate o di fatto), non a donne single. I figli nati da donazione, una volta maggiorenni, possono accedere ad alcune informazioni mediche sul donatore, senza però conoscerne l'identità.
E in Italia?
Anche in Italia l'ovodonazione è legale e anonima, ma le liste d'attesa pubbliche sono lunghe e i costi privati alti, e la disponibilità di donatrici è limitata. Per questo molte coppie valutano l'estero, dove le donatrici sono disponibili più rapidamente e i tempi sono più prevedibili. Non è una questione di "medicina migliore": le cliniche ceche e polacche sono regolamentate e controllate come le nostre.
Le domande sull'anonimato che vale la pena farsi
- La donatrice sa che le sue uova sono state usate? No: l'anonimato è reciproco e garantito per legge in entrambi i paesi.
- Il figlio potrà un giorno conoscere la donatrice? Nei due paesi no, almeno nella forma attuale della legge: potrà però avere informazioni mediche non identificative.
- Posso sapere caratteristiche come altezza, gruppo sanguigno e istruzione della donatrice? Sì, la clinica fornisce un profilo non identificativo.
- Le donatrici sono screeningate? Sì: esami genetici, infettivi e psicologici sono parte del percorso in tutte le cliniche serie. Chiedi l'elenco degli esami.
Sul tema dei diritti del figlio e del contatto futuro con la donatrice, il dibattito in Europa è vivo e le regole potrebbero evolvere nei prossimi anni: tienilo presente come un capitolo della tua storia da raccontare con onestà, non come un ostacolo.